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Il sottosegretario alla Giustizia del Governo Monti ha promosso una legge, ora in vigore, grazie alla quale anche i privati che non riescono a saldare tutti i conti in sospeso possono accedere alla ristrutturazione del debito, esattamente come le aziende. Ovviamente bisogna poter dimostrare che ci si trova in una situazione del genere per cause non previste, come la malattia, un licenziamento o un divorzio, e non che ci si è arrivati per negligenza. In parole povere se una persona con uno stipendio basso si è indebitata per comprarsi una macchinona di lusso non può accedere a questo servizio!
Per chi prevedere di usufruire della ristrutturazione, c’è da dire che sono previsti enti di assistenza gratuiti. Il loro scopo è quello di valutare beni ed entrate future di chi si rivolge ad esse e preparare un piano grazie al quale si possano saldare i debiti. Una volta che ci si è rivolti al giudice per risolvere una situazione del genere, tutte le iniziative da parte dei creditori sono bloccate, il che significa che non sono possibili pignoramenti per la durata del procedimento.
Bisogna anche tener conto che esistono creditori “privilegiati”, come ad esempio l’ex-coniuge a cui si devono pagare gli alimenti.